
la tomba della Beata |
Giuseppina Catanea nacque a Napoli il 18 febbraio 1894. Nel maggio 1904
fece la Prima Comunione e ricevette la Cresima. Durante l'adolescenza
condusse un tenore di vita irreprensibile sia per la fede ed i costumi,
sia per le opere di pietà e carità da lei praticate. Il 10 marzo 1918 si
portò al nascente monastero dei Ponti Rossi, nella stessa città di Napoli,
dove era la sorella maggiore Antonietta già carmelitana, per trascorrervi
la novena di San Giuseppe; per varie combinazioni non tornò più in
famiglia, ma rimase in monastero.
Benché tanto fattiva ed operosa, fu piuttosto gracile e di natura
cagionevole, tanto da passare da una malattia all'altra. Il 24 novembre
del 1918 fu colpita dall'influenza e stette in fin di vita: poi guarì
prodigiosamente per intercessione di San Giuseppe. Il 6 giugno 1922 la
Serva di Dio soffrì di attacchi al cuore; dal 10 agosto cominciarono le
più gravi sofferenze; il 26 giugno le fu portato il braccio di S.
Francesco Saverio e al tocco della reliquia guarì. Il 30 maggio 1933 vestì
l'abito di religiosa Carmelitana Scalza nel monastero dei Santi Giuseppe e
Teresa, ormai canonicamente approvato come monastero del Secondo Ordine
dei Carmelitani Scalzi (anno 1932). Il 6 agosto 1933 fece la Professione
Solenne e la Velazione. Nonostante le sue condizioni fisiche, il 2 aprile
1934 fu nominata Sottopriora; il 6 agosto 1945 Vicaria; il 29 settembre
1945 fu eletta Priora, anche se poteva muoversi soltanto nella sedia a
rotelle. Morì il 14 marzo 1948.
In Napoli era considerata
unanimemente santa e la fama delle sue prerogative soprannaturali aveva
ampiamente varcato le grate del monastero; in particolare aveva un dono
eccezionale di scrutazione dei cuori; qualche volta addirittura le bastò
vedere un semplice rigo manoscritto per comprendere la situazione di
un'anima... Anche la sua capacità di resistenza e di donazione aveva
qualcosa di miracoloso; malgrado le sue malattie senza fine accoglieva
sorridente nel parlatorio del monastero le innumerevoli persone di ogni
condizione che cercavano da lei una intercessione o un consiglio. Fra
queste, la regina d'Italia Maria José, alla quale Suor Giuseppina predisse
la prossima maternità.
La grande fama di santità, e il fatto
che il suo corpo, rimasto insepolto –per l’accorrere dei fedeli– per ben
13 giorni, non diede segno alcuno di corruzione, mosse le autorità
competenti ad iniziare la sua Causa di Canonizzazione, celebrando il
Processo Ordinario tra il 27 dicembre 1948 e il 18 febbraio 1952. Il
Decreto sulla eroicità delle virtù fu promulgato il 3 gennaio 1987. |