tempo di anniversari...  
  31 maggio-1 giugno 2008
G
rande festa alla Cittadella
due giorni di eventi religiosi, culturali, sportivi, musicali...


La Cittadella è  il nostro vivacissimo quartiere, uno dei più vivaci di Parma: come forza di espansione, come movimento e come ricchezza di iniziative. Per una curiosa combinazione in questo 2008 molte realtà locali (dall'Avis alla Parrocchia) festeggiano un anniversario "che finisce per zero".

Saputo che il nostro monastero l'anno scorso festeggiava 50 anni di inaugurazione, gli organizzatori hanno voluto coinvolgere anche noi... benchè non proprio del tutto... in regola: il 2007 non è esattamente il 2008...!
 
Per l'occasione ci hanno chiesto di essere "presenti" alla grande inaugurazione presso l'auditorium della Clinica Città di Parma attraverso un indirizzo scritto di saluto.
La lettura pubblica di questo nostro saluto è stata effettuata da una carissima amica del monastero, la poetessa Maria Adelaide Petrillo Ciucci

...ecco qui il nostro messaggio di saluto...


Tra i nostri ricordi più cari c’è una vecchia fotografia datata 1957 e - ovviamente - in bianco e nero. Il soggetto? Il nostro monastero appena appena costruito.
Intorno, una ciminiera, tre o quattro case, e prati, tanti prati. Sullo sfondo una gru, segno del boom edilizio ormai alle porte.
In questo paesaggio - che più periferico non potrebbe essere - si snoda una stradina tranquilla e non ancora ultimata, che al posto dei marciapiedi ha una bordura di erba polverosa. Il traffico? E’ costituito da un solitario ciclista che - cosa oggi impensabile - sta utilizzando le due ruote come mezzo per trasportare voluminose casse.
Chi riconoscerebbe in questa stradina dall’aria campagnola la trafficata e vivacissima Via Montebello?

Eppure, cari amici del quartiere Cittadella, si presentava così, quando vi giungemmo mezzo secolo fa. Precisiamo: la nostra comunità è molto più antica. Venne fondata nel 1635 da un gruppetto di monache provenienti da Cremona, e da allora non ha conosciuto soluzione di continuità.

Ma l’edificio che ci ha ospitate non è sempre stato lo stesso: prima l’antico convento - oggi scomparso - di Santa Teresa; poi il poverissimo edificio di Borgo Felino, che forse qualcuno ricorda. Infine, l’attuale monastero, progettato dalla nostra Suor Maria Geltrude, morta 94enne sul finire del 2006, poche settimane prima che iniziasse il nostro “piccolo giubileo”, vale a dire un anno tutto intessuto di iniziative volte a commemorare i 50 anni di inaugurazione dell’attuale monastero.
E in questa fotografia c’è la prova che noi, presenti in Via Montebello nel ’57, abbiamo visto nascere il quartiere e, come sorelle maggiori arrivate un po’ prima di voi, abbiamo seguito la sua crescita.
Certo, il nostro “vedere” è stato dalle mura della clausura in su: i bracci delle gru che spuntavano qua e là, gli ultimi piani delle case in fase di completamento, gli alberi che crescevano. Ma è stato sufficiente per intuire tutta la vita che scorreva “in basso”, le aspettative delle giovani famiglie, il lavoro dei negozianti, la popolazione che andava aumentando giorno dopo giorno.
E dove ci sono le case degli uomini, prima o poi arriva anche la casa di Dio…

Qui si apre un capitolo particolarmente caro della nostra storia: gli anni in cui, mentre veniva costruita la chiesa dello Spirito Santo, il nostro monastero ospitò in un’ala esterna la nascente parrocchia, con il suo vociare di ragazzi, con le sue vivaci liturgie, e specialmente con l’entusiasmo del giovane parroco don Bruno Folezzani.
Furono gli anni in cui il nostro monastero e la realtà del quartiere raggiunsero la massima relazione visibile.
“Visibile”, abbiamo precisato, perché in realtà la relazione invisibile della preghiera - che è quella più importante - non è mai venuta meno.
Chiamate a intercedere per tutti gli uomini, posiamo il nostro sguardo prima di tutto su quelli che sono più vicini a noi, su di voi che vivete oltre la nostra grata! Su di voi che ci frequentate da anni o che scoprite solo ora che esistiamo, su di voi che condividete la nostra scelta di vita e su di voi che vi chiedete: Ma che cosa fanno quelle suore?

C’è un bellissimo dipinto al Pantheon di Parigi, raffigurante Geneviève (la santa patrona della città) che sotto lo sguardo della luna si affaccia al balcone e, pregando, veglia su Parigi.
Non cercateci al balcone: non l’abbiamo. Ma quando, a tarda sera, siamo riunite per la liturgia in coro, anche noi vegliamo su di voi e ci affacciamo con il cuore sui dolori e le speranze di ciascuno di voi. Ci potete contare.
 

Le Carmelitane Scalze di Via Montebello