...la vita di Suor Elia di S. Clemente, è stata un’esistenza teologale, intrisa di cielo ed impastata di terra, come l’anima della gente che vive nella terra di Puglia: un popolo che abita sulla frontiera del cielo e che ama accarezzare le onde del mare, che vive piantato nella rossa terra e che sfiora, con le sue mani incallite, l’azzurro cielo...

Riportiamo qui di seguito la comunicazione ufficiale dell'Ordine inviata dal Nostro Definitore P. Luigi Gaetani, che ha arricchito i dati di cronaca con una bella serie di riflessioni.


Padre Luigi Gaetani fotografato nel corso della graditissima visita
che ha effettuato nella nostra Comunità il giorno 25 gennaio 2006

Il 19 dicembre 2005, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Card. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto riguardante un miracolo, attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio ELIA DI SAN CLEMENTE (al secolo: Teodora Fracasso), Monaca professa dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi; nata il 17 gennaio 1901 a Bari (Italia) e ivi morta il 25 dicembre 1927.

Ancora una volta il Carmelo teresiano è in festa e innalza l’inno di lode e di ringraziamento perché si compiono le parole dell’Apostolo: “Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione” (1 Ts 4,3), perché sente di realizzare l’invito del Vaticano II: “Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità”; perché raccoglie profeticamente le parole di Giovanni Paolo II di riproporre a tutti, con convinzione, la «misura alta» della vita cristiana ordinaria.

L’ultimo Decreto della Congregazione delle Cause dei Santi, riguardante Sr. Elia di S. Clemente, era stato l’ 11 Dicembre 1987. In quella data, la Chiesa riconosceva l’eroicità delle virtù di Sr. Elia di S. Clemente. Mons. Mariano Magrassi, Arcivescovo di venerata memoria della Chiesa di Bari-Bitonto, già riconosceva, in quell’atto ecclesiale, un evento eccezionale per la Chiesa locale, ne proclamava l’efficacia e tesseva l’elogio della testimonianza di fede di questa Sorella, “piccolo sorriso del buon Dio”, e della profondità della sua esperienza.

La vita di Sr. Elia si può narrare in poche battute, crea quasi un certo imbarazzo per la sua essenzialità ma, dentro questo frammento, si scorge la profonda esperienza di Dio, la sua pienezza d’umanità. Il nome di battesimo era Teodora Fracasso. Nacque a Bari, da Giuseppe Fracasso e da Pasqua Cianci, il 17 gennaio 1901. Visse nella sua famiglia fino a diciannove anni manifestando un carattere vivace ed intelligente, una sensibilità capace di manifestarsi come tenerezza commossa e tradursi come amicizia sincera, sensibile alle bellezze della natura e affascinata dall’amore di Dio. Entrò nel Monastero delle Carmelitane Scalze di S. Giuseppe, in Bari, l’ 8 Aprile 1920, emise la professione semplice il 4 Dicembre 1921 e l’ 11 Febbraio 1925 emise la Professione solenne. Verso la fine del 1926 cominciò a soffrire un continuo e forte mal di testa, che lei chiamava il suo caro “fratellino” e che, in realtà, era l’inizio dell’encefalite, che doveva portarla alla morte, il giorno di Natale dell’anno 1927.

Da questo lembo di esistenza, emerge che Sr. Elia ha un modo tutto proprio di raccontarsi. Lascia solo dei frammenti d’animo, guizzi interiori, “un lampo di gioia”. Da questi spiragli si può fissare la sua vita come un’esistenza “nascosta con Cristo in Dio” (Col 3,3), collocata nella “fenditura della roccia”, come la colomba del Cantico dei Cantici (Ct 2,14). La sua è stata una vita condensata al massimo, capace di gridare la passione apostolica con il silenzio: “Compresi che per condurre anime a Dio non era necessario compiere opere grandi; anzi, era proprio l’immolazione completa di tutta me stessa che mi chiedeva il buon Gesù: compiuta nel silenzio d’ogni cosa… Nella solitudine del mio cuore potevo salvare anch’io un numero infinito d’anime… Con la preghiera intima, continua e col distacco da ogni cosa”. Una vita inabissata nel Cielo della Trinità che scopre a portata di mano: “Mio Dio, io vi contemplo nel cielo dell’anima mia, e m’inabisso in Voi… Tutto mi parla di Te, Dio mio”.

La vita di Suor Elia di S. Clemente, è stata un’esistenza teologale, intrisa di cielo ed impastata di terra, come l’anima della gente che vive nella terra di Puglia: un popolo che abita sulla frontiera del cielo e che ama accarezzare le onde del mare, che vive piantato nella rossa terra e che sfiora, con le sue mani incallite, l’azzurro cielo.

Il nostro augurio alla Comunità delle Carmelitane Scalze di Bari e alla Chiesa di Bari-Bitonto, nella persona del suo Pastore, Mons. Francesco Cacucci. Un augurio alla Provincia dei Carmelitani Scalzi di Napoli e all’Ordine, perché continuino a mostrare a quali profondità possa portare il rapporto con Cristo, rivelatore del padre e Salvatore del mondo.

Roma, 19 Dicembre 2005

P. Luigi Gaetani, OCD

Definitore Generale