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Santa Teresa Benedetta della Croce
(Edith Stein) - Vetrata
Parma, Chiesa delle Carmelitane Scalze  
Opera del Maestro Gianfranco Gatti


Santa Teresa Benedetta della Croce
(Edith Stein)


Quando nel 1933 entra nel Carmelo di Colonia, Edith Stein ha quarantadue anni e uno straordinario curriculum intellettuale: discepola di Husserl e successivamente sua assistente, docente universitaria, educatrice in un collegio femminile e conferenziera di fama internazionale.
Questo bagaglio di esperienze ha impresso in lei la caratteristica forma mentis dell’insegnante, la cui prima preoccupazione è quella di rendere accessibile la materia trattata, attraverso un discorso chiaro, articolato puntualizzato.
E quando in questa forma mentale irrompe la luce della fede, dalla penna di Edith escono pagine stupende come quella che stiamo per leggere, dove la logica più rigorosa e concatenata sboccia in un caldo e affettuoso misticismo.


 


Ascoltiamo la voce di Santa Teresa Benedetta
(dalle conferenze)


Vivere eucaristicamente significa lasciare che le verità eucaristiche divengano concretamente operanti.

Essenzialmente sono tre i semplici articoli di fede trattati:
1. Il Redentore è presente nel Santissimo Sacramento.
2. Egli rinnova ogni giorno il suo Sacrificio della Croce sull'altare.
3. Egli vuole, nella santa Comunione, legare a Sé, nel più profondo, ogni singola anima.

Ci chiediamo allora in primo luogo che cosa richiedono da noi le verità eucaristiche.
La delizia del Redentore è di essere fra i figli degli uomini, ed Egli ha promesso di essere fra noi fino alla fine del mondo. Egli ha reso vera questa promessa con la sua presenza sacramentale sugli altari. Qui ci attende; le persone dovrebbero quindi affollarsi nei luoghi consacrati.
Il più semplice significato di questa verità di fede esige che noi vi si abbia la nostra dimora, che ce ne allontaniamo solo quanto i nostri doveri lo richiedano, che questi stessi, quotidianamente, li si riceva dalle mani del Redentore eucaristico, e il lavoro quotidiano compiuto venga rimesso nelle sue mani.

Il Redentore è morto sul Calvario per noi. […] Egli vuole giungere a ciascuno: Egli ci nutre, come una madre nutre suo figlio, con la sua carne e il suo sangue, penetra in noi, perché noi tutti penetriamo in Lui, come membra del suo Corpo, cresciute in Lui. Quanto più spesso avviene l'unione, tanto più forte e profonda essa diviene. È concepibile che qualcuno rifiuti questa fortissima prova dell'amore divino, si accosti alla mensa del Signore anche solo una volta di meno di quanto, in concreto, gli è possibile? Ecco, quanto il corretto senso delle verità eucaristiche richiede da noi: visitare il Redentore nel tabernacolo quanto più spesso possiamo, prendere parte al Santo Sacrificio, quanto più spesso possiamo, ricevere la santa Comunione, quanto più spesso possiamo
 

 

 

 

 


Ed ora parla il Maestro Divino

Il Signore stesso sembra «commentare» quello che scrivono i Santi, suoi amici!
(Mt 26, 36-41)


In quel tempo Gesù andò in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli:

"Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare".
E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia.
Disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me".
E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!".
Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro:

"Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me?
Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole".
 

 

Concludiamo con l'orazione liturgica a Santa Teresa Benedetta

della Croce:


Dio dei nostri padri, che hai guidato la santa martire Teresa Benedetta della Croce

alla conoscenza del tuo Figlio crocifisso

e a seguirlo fedelmente fino alla morte,
concedi, per sua intercessione,
che tutti gli uomini riconoscano Cristo Salvatore e giungano, per mezzo di lui,
a contemplare in eterno la luce del tuo volto. Per Cristo Nostro Signore.
 

 

 

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A cura delle Carmelitane Scalze di Parma