SANTA MARIA BIANCA: UN CULTO CHE STA RIFIORENDO

Da sette secoli a vegliare su Parma

La storia dell’immagine mariana alla quale è dedicata
la chiesa delle Carmelitane Scalze di Via Montebello

 

All’origine del miracoloso affresco di Santa Maria Bianca troviamo un nome: fra’ Pietro da Napoli: un religioso, probabilmente Carmelitano, che visse a lungo come eremita nella campagna di Parma.

 

Un gentile affresco e il fiorire di una devozione

Intorno alla metà del '300 il nostro fra' Pietro su un pilastro del suo eremo dipinse a fresco una pregevole immagine della Vergine con il Bambino. Una piccola curiosità iconografica: in un'epoca in cui era quasi di prassi il mantello azzurro, fra' Pietro le dipinse il mantello bianco: forse per richiamare l'abbigliamento caratteristico dei Carmelitani?

Fatto sta che il popolo, sempre attento alle immagini (l'unico testo religioso che i più erano allora in grado di leggere), notò il particolare anomalo, e subito diede all'affresco il titolo di Santa Maria Bianca.

Il piccolo romitorio cominciò ad essere meta di una devozione popolare semplice e spontanea, e ben presto si sentì l'esigenza di costruire intorno al pilastro un modesto oratorio.

 

Fama taumaturgica

Alla devozione popolare per Santa Maria Bianca contribuirono i non pochi miracoli ottenuti per sua intercessione; il Registro delle Chiese di Parma, compilato nel secolo XVI sulla scorta di documenti anteriori, parla delle moltissime (quamplures, assicura il testo latino) guarigioni altrimenti inspiegabili di cui beneficiarono ciechi, sordi e paralitici. Accanto a ciò, un'altra fama cominciò a circondare Santa Maria Bianca per poi perdurare nei secoli: quella di aiutare le maternità difficili e di proteggere i bambini.

 

Culto mariano e carità fraterna

Con i pellegrini - e non solo parmigiani - arrivano le offerte. L'edificio può essere ulteriormente ampliato con la costruzione della sacrestia e il culto liturgico viene assicurato con un'officiatura quotidiana.

E proprio allo scopo di gestire le offerte e assicurare il culto divino era sorta una confraternita laicale: una tipica istituzione medievale che potremmo paragonare all'odierno volontariato organizzato.

L'abbondanza delle offerte permise alla confraternita non solo di far fronte alle necessità più immediate, ma anche di provvedere di dote le povere ed oneste donzelle della città.

 

Un «restauro» rinascimentale

Nel 1575 la chiesa fu affidata alle cure dei Francescani, che dopo soli quattro anni - per essere divenuti troppo numerosi - si trasferirono altrove; ma durante la loro breve permanenza avevano rinnovato la chiesa e avevano anche fatto restaurare l'affresco: secondo il criterio del tempo, però. Vale a dire modificando radicalmente l'immagine originale, piuttosto arcaicizzante, e cercando di adeguarla ai gusti mutati. In quella circostanza furono anche aggiunte - senza preoccuparsi troppo delle proporzioni - due figure maschili ai lati: uno dei re magi e, in abiti pontificali, il patrono della città Sant'Ilario.

 

Arrivano i Carmelitani Scalzi

Era il 1623 quando la Confraternita che gestiva la chiesa ne affidò la cura ai Carmelitani Scalzi, che erano giunti a Parma preceduti dalla grande fama che dalla Spagna si era diffusa un po' ovunque. I figli di Santa Teresa non delusero le aspettative: suscitarono grande fervore spirituale e si accollarono l'impegno di ricostruire la chiesa a fundamentis, come narrano le cronache.

La vita intensa e fervorosa del santuario mariano durò fino agli inizi del secolo XIX, quando le soppressioni napoleoniche costrinsero gli Scalzi ad andarsene, mentre la chiesa fu dapprima chiusa e più tardi distrutta. L'affresco di Santa Maria Bianca rimase travolto e sepolto dalle macerie. Ma qualche anno più tardi, un anonimo fedele percepì interiormente che la divina Madre soavemente lo spronava a ridonarle l'antico culto e, sobbarcandosi fatica e spese, trasse l'affresco dalle macerie e lo mise in salvo.

Caduto Napoleone, gli Scalzi tornarono in possesso dell'immagine: ma quando si trasferirono nella sede attuale di via Garibaldi (1920) l’affresco di Santa Maria Bianca ancora una volta cambiò proprietario.

 

In dono alle monache

I Padri Carmelitani infatti lo donarono alla nostra comunità (1929), che da qualche decennio, a motivo delle soppressioni ordinate dal neonato Regno d’Italia, si era dovuta a sua volta trasferire dall’originario monastero affacciato sul Giardino Ducale al modestissimo edificio in Borgo Felino, che per la sua fatiscenza non poteva certo essere ambìto dallo Stato. In questo povero monastero, dove le monache vissero fino agli anni ’50 e che in Parma ancora molti ricordano, l’affresco trovò la sua nuova, ennesima collocazione. Le monache, pur nella povertà dei mezzi a loro disposizione, cercarono di offrirgli il massimo decoro possibile, e commissionarono a una ditta toscana un altare di marmo intarsiato, che risultò mirabile per fattura ed eleganza. La consacrazione dell'altare avvenne nel 1930, ad opera di un futuro santo: il Vescovo Guido Maria Conforti. Ma il vecchio monastero di Borgo Felino, danneggiato nel corso della seconda guerra mondiale e ancor più in seguito al memorabile scoppio della Cittadella (1945) finì per divenire pressoché inagibile.

Così, quando la comunità si trasferì nell'attuale edificio di Via Montebello (1957), anche la dolce e mite immagine di Maria fece l’ennesimo trasloco; con un'abilità che ha del miracoloso, le maestranze rimossero l'altare di marmo e lo ricollocarono, perfettamente intatto, nella nuova chiesa. Ora l'affresco di Santa Maria Bianca trova degna sistemazione alle spalle dell'altar maggiore, sopra il Tabernacolo: nel posto d'onore, dunque. E a lei abbiamo dedicato la nostra chiesa.

 

Via la polvere!

La collocazione dell'immagine mariana non poteva essere migliore, ma... la devozione popolare verso Santa Maria Bianca - forse anche in seguito ai tanti spostamenti conosciuti dall'affresco nella sua storia recente - non era più quella del passato. Sul bel dipinto il tempo aveva posato troppa polvere.

Dunque, via la polvere! Negli anni '80 del '900 pensammo di ridare lustro alla nostra Maria Bianca: prima di tutto, in senso letterale. Seguendo il consiglio di esperti e con la supervisione della Sovrintendenza ai Beni Artistici, affidammo l'affresco alle cure del professor Massimo Maria Peron di Tradate (Varese) che, attraverso un felicissimo restauro, ha ridato all'opera nuovo decoro e bellezza (1988).

 

I segni di una nuova fioritura

In concomitanza con il restauro abbiamo pubblicato un opuscolo con la storia dell'affresco, ricostruita attraverso i documenti a nostra disposizione; e abbiamo registrato alcuni piccoli ma significativi eventi nei quali ci è piaciuto «leggere» il desiderio della Vergine di veder rifiorire l'antica devozione: così ci siamo adoperate perché il culto sia ripristinato anche dal punto di vista canonico e liturgico.

Pertanto abbiamo ottenuto che la Madonna venerata con il titolo di Santa Maria Bianca goda di una celebrazione liturgica specifica, elevata al titolo di solennità. La scelta della data è caduta sul 4 gennaio: si direbbe che la Madonna abbia voluto essere collocata, proprio come suggerisce l'affresco, accanto alla solennità dell'Epifania e a quella di Sant'Ilario...

Inoltre in questo bel giorno, ancora tutto permeato dell'atmosfera natalizia, una tradizione recente ma già ben radicata vuole che venga celebrata una solennissima Eucaristia alla quale sono invitati tutti i bambini che, alla fine, sono benedetti e affidati alla Vergine. A proposito, segnate sull’agenda la data del 4 gennaio 2014, ore 17.00…

 

 

  

L'AGENDA


I NOSTRI ORARI

 

Orario delle Sante Messe

Giorni feriali: ore  7.30

Giorni festivi: ore  7.30

                ore 17.00

 

Canto pubblico del Vespro

Giorni festivi: ore 16.30

 

 

I NOSTRI APPUNTAMENTI

 

Incontro di Adorazione

Eucaristica Vocazionale

Da novembre a maggio, alle ore 20.30 di ogni primo giovedì del mese. Il tema conduttore di quest’anno sarà: Contemplare l’Eucaristia con i Santi del Carmelo

 

Incontro di preghiera del Gruppo Ancilla Domini

animato dalla Fraternità Francescana di Betania

Da novembre a giugno, ogni mercoledì alle ore 20.30

 

Preghiera pubblica settimanale del Santo Rosario

Mese di maggio, in giorno da stabilirsi, alle ore 20,30

 


LE PROSSIME INIZIATIVE

 

15 OTTOBRE 2013, ORE 18.00

Santa Teresa di Gesù, Madre del Carmelo Riformato.

Solenne Santa Messa presieduta dal nostro Vescovo Mons. Enrico Solmi

 

MESE DI DICEMBRE,

IN DATA DA DESTINARSI

Arrivo della Lampada della Pace di Betlemme

 

SANTO NATALE 2013

Oltre alle Sante Messe festive già in programma (7.30 e 17.00) sarà celebrata come di consueto anche la Messa di Mezzanotte

 

31 DICEMBRE 2013, ORE 17.00

Solenne Santa Messa con il tradizionale canto del Te Deum in ringraziamento per l’anno trascorso

 

4 GENNAIO 2014, ORE 17.00

Solennità di Santa Maria Bianca, titolare della nostra chiesa.

Santa Messa solenne al termine della quale saranno benedetti e affidati alla Madonna tutti i bambini presenti.